Fiabe d’Autunno, ritornano i Teatrini

IMG_0522Frangenti di  stagione incerta, con l’estate che non s’arrende alle foglie che si fanno di senape. Alice s’è persa nel bosco, bionda, ingenua, col musetto elegante e birichino. I bambini la guardano attoniti, mentre lei si chiede meravigliata dove si trovi, circondata com’è da esseri buffissimi, e chi sia mai ella stessa, ché ha dimenticato il suo stesso nome.

E così, calpestando i vialetti e i sentieri tortuosi, le siamo accanto nell’avventura, che la porterà fino alla rivelazione finale, e la riscoperta di se stessa, al cospetto della Regina di Cuori.

Ritorna l’appuntamento ormai tradizionale con i Teatrini al Real Orto Botanico di Napoli, che si ripresenta con una proposta fatta di nuove rappresentazioni, nell’ambito della rassegna Fiabe d’Autunno, per la regia di Giovanna Facciolo.

Come sempre appuntamenti da non perdere, per un intrattenimento che farà trascorrere qualche ora di gaia spensieratezza ad adulti e bambini, senza tuttavia essere mai superficiale. Perché, a margine d’ogni scena, c’è sempre una morale. Che è bene non dimenticare mai.

(MM)

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All’ombra di un ulivo secolare, dopo aver attraversato i vialetti ricoperti di cespugli, piante preziose e fiori profumati, ci sediamo su panchine comode. Un venticello fresco, in una giornata assolata rende tutto ancora più piacevole. I bimbi hanno seguito il loro pifferaio magico, che per l’occasione a dismesso lo strumento a fiato per suonare un tamburello. Nasini  all’insù e bocche spalancate aspettano l’inizio delle fiabe della saggezza.

Favole antiche (…) Eppure mentre le ascolti non puoi far altro che constatare la loro modernità

Favole antiche, alcune delle quali affondano le radici fin nella civiltà precristiana. Eppure mentre le ascolti non puoi far altro che constatare la loro modernità ed attualità. Favole sì, per bambini, ma anche per i loro genitori, che più di loro sanno quant’è vero, ad esempio, che quando la volpe non arriva all’uva dice che é acerba, oppure di quanto la vanità possa essere un danno per se stessi, o ancora magari di quanto sia stato tangibile nella loro vita che la testardaggine porti più lontano di due gambette veloci.

Ancor più facile è l’essere trasportati in questa realtà parallela, grazie alla bravura delle due attrici, che saltellano, imitano gli animali esopici e danzano al ritmo di musiche eseguite dal vivo. Una piacevolissima esperienza, di quelle che ti rallegrano mente e cuore, perché per circa un’ora si può staccare la spina, respirare aria buona, fresca e frizzante, e godere del sorriso e della gioia dei più piccini.

(FP)

Fiabe d’Autunno

di Giovanna Facciolo

Rassegna teatrale al Real Orto Botanico di Napoli

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