Terremoti Temporali e con i Sacchi di Sabbia

Piccoli suicidi in ottava rima”.

Debbo ammetterlo: il titolo dello spettacolo mi ha attirato perché richiama uno dei più celebri romanzi del nordico Arto Paasilinna. L’interesse mi ha quindi spinto a capire di cosa si trattasse e poco è bastato a farmi decidere che sì, il 31 gennaio sarei stata ai Carichi Sospesi a vedere questo grottesco spettacolino dei Sacchi di Sabbia, compagnia toscana emergente.1

Sono quattro brevi episodi dal sapore agrodolce, recitati in forma di maggio drammatico e canto in maggio. Perché questa centralità di maggio? Perché la contemporanea pièce è omaggio ad una formula storica, peraltro sempre toscana, che rendeva omaggio proprio all’arrivo della primavera e alla rinascita della natura. Eppure, Piccoli suicidi è tutt’altro che un rifacimento fedele e inamidato del passato: ad essere messe in scena sono suggestioni western e fantascientifiche, dove la morte tarda ad arrivare e gli alieni giungono inermi a bere il caffè sul nostro pianeta. Intelligente la scenografia, che ci mostra armi di legno, maschere di cartone, sangue fasullo, spermatozoi parlanti e replicanti di Cappuccetto Rosso. Ci si chiede, oltre alla forma stilistica, quale sia il trait d’union fra i vari episodi, e la risposta giunge alla fine, in un inedito quinto brano intitolato Cronosismi. Terremoti temporali: è forse questa la chiave di lettura dell’intero spettacolo. Sono infatti proprio i terremoti creati dai Sacchi di Sabbia a trasportare lo spettatore dalle suggestioni cavalleresche dei cantori al futuro ancora immaginato e popolato da marziani invasori, a silurarlo in una realtà fatta a fumetti -dove a richiamare i cartoon troviamo i versi dei personaggi, la loro stessa natura e la materia prima di cui si avvalgono per mettere in scena la loro finzione: il cartone, nonché i libri popup di cui si servono mentre raccontano le loro storie- in cui niente è così reale da essere preso sul serio ma al contempo quest’assenza di realtà porta alla drammatica fusione di lacrime e risate soffocanti.

Spettacolo in confidenza, Piccoli suicidi in ottava rima non elude neanche la conversazione diretta e spontanea, fuori copione degli attori con il pubblico. Sono infatti loro stessi ad introdurre ogni singolo episodio che andranno a mettere in scena, a raccontare quello che era il loro progetto iniziale. Allo spettatore, poi, non resta che augurare che i ragazzi possano riprendere in mano il proposito e sviluppare ancora questi cronosismi, perché il loro esperimento è prova che c’è modo di fare teatro attingendo a più fonti ed ispirazioni, al di là dei vincoli temporali.

Piccoli suidici in ottava rima è andato in scena a Padova il 31 gennaio, al circolo ARCI dei Carichi Sospesi.

Ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini
consulenza all’Ottava Rima Enrico Pelosini
consulenza al canto Andrea Bacci e Enrico Baschieri
Illustrazioni Guido Bartoli
Produzione I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia e Festival Orizzonti 2014