Jules&Romeo

Il Piccolo Bellini di Napoli è raccolto, intimo, quasi appartato. Lo raggiungi con una serie di rampe di scale che si avvitano fin su. Mi chiedevo, ieri sera, cosa fosse in origine. La sua bella volta, i suoi stucchi cosa abbellivano? Una sala prove, o di già un teatro? Il pesante sipario era chiuso, ma già si avvertiva il movimento frenetico dei minuti che precedono lo spettacolo. Passi, fruscii, ombre che si riflettevano sulle tavole lucide appena scoperte dall’orlo della tenda. Sala piena, pubblico variegato.

In scena Jules&Roméo liberamente tratto dalla tragedia di William Shakespeare composta tra il 1594 e il 1596, Giulietta e Romeo appunto, sicuramente una delle storie di coppia più note al mondo che ha assunto nel tempo un valore iconico, diventando il simbolo dell’amore perfetto, ma avversato dalla società. Storia con qualche centinaio d’anni sulle spalle, ma ahimè, tuttora attualissima.

nulla è stato tolto alla bellezza dell’opera di Shakespeare

La vicenda, in questo caso, è ambientata ai giorni nostri. Tutto si svolge nell’ambito di un mondo glamour e apparentemente pronto ad ogni cosa. Lo spettacolo si apre con un magnifico passo a due. La felicità, il successo, sembrano conquiste consolidate, così come l’amore. Indovinatissimi i brani musicali di Stephane Jounot, talentuoso compositore di musica elettronica.  Nulla hanno tolto alla tradizionalità di un balletto neoclassico, anzi ne hanno solo sottolineato la modernità di pensiero. E a coniugare questi due aspetti, la bravura del regista coreografo Jean-Sébastien Colau. Notevole tutto il cast, calato in maniera credibilissima nei rispettivi ruoli, e capacissimo di tradurre in danza una narrazione drammatica che solo il talento vero può restituire intatta priva di parole attraverso la gestualità fisica. Le emozioni sono arrivate tutte, investendo il pubblico che incantato aveva occhi solo per il palco.

Le emozioni sono arrivate tutte, investendo il pubblico che incantato aveva occhi solo per il palco

Neppure un colpo di tosse ho sentito. L’amore “Shakesperiano” era lì, rappresentato indenne sulle tavole nere del Piccolo Bellini. Raccontato con forza di muscoli e nervi, con espressioni facciali, sudore e fatica.  La storia è coinvolgente, emozionante. Seduto in poltrona, per quanto sai in partenza che non finirà bene, fai il tifo per i due innamorati, quasi vorresti dargli una mano a scappare, gridargli di fregarsene, di viversi e basta. Ma non puoi, ti caccerebbero dalla sala. Ma è forte la tentazione. Tutto merito di una messa in scena essenziale ma efficace, dove i ballerini hanno dimostrato anche grande valenza attoriale, sia in scena che in video. Ed anche questo aggiunge valore allo spettacolo: la proiezione di brevi filmati ad integrare il racconto, offrendo un doppio piano di fruizione della storia. Ottimo lavoro, ottime professionalità, gradevolissima sorpresa.

Il mio personale applauso va quindi, oltre ai già citati nomi, ai ballerini che non si sono risparmiati sul palco: Tommaso Palladino, Vincenzo Veneruso, Valeria Iacomino, Nastassia Avolio, Angelo Egarese, Danilo Di Leo. E qui mi piacerebbe chiudere questo articolo. Senza aggiungere altro. Nella certezza che il lettore abbia letto bene il titolo dello spettacolo e che abbia voluto semplicemente conoscere il mio parere. Ma non posso mettere un punto. Allora specifico meglio. Ieri sera, al Piccolo del Bellini, ho assistito ad un magnifico spettacolo di danza, dal titolo, Jules&Romeo, in italiano, “Giulio & Romeo”, dove i protagonisti sono stati Vincenzo Veneruso nel ruolo di Giulio e Tommaso Palladino nella parte di Romeo. E vi assicuro, nulla è stato tolto alla bellezza dell’opera di Shakespeare. Tutto uguale.

Abbiamo visto:

Jules & Romeo

Al Teatro Piccolo Bellini di Napoli

Si ringrazia l’Ufficio Stampa

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Ritengo la narrazione uno dei piaceri più appaganti della vita. Amo le auto, da sempre. Il primo giocattolo che mi ha calmato da neonato è stato un modellino in latta. Adoro scrivere delle quattro ruote. Adoro scrivere in generale. Ci metto anima, istinto, ritmo e passione.