L’onore perduto di Katharina Blum al Mercadante

Uno spettacolo che parte dalla fine, una vicenda messa in chiaro da subito, quasi come se fosse una premessa trascurabile prima di svelare il fulcro vero della storia, il vero dramma. Quindi non l’assassinio del giornalista Tötges è il tema centrale ma L’onore perduto di Katharina Blum.

© Simone Di Luca

La sapiente regia di Franco Però dona un tono leggero, che solleva lo spettatore pur incollandolo al palcoscenico. Una strepitosa e super credibile Elena Radonicich interpreta la Blum

La piece, al Teatro Mercadante di Napoli fino al 17 novembre, si basa sul romanzo omonimo di Heinrich Böll del 1974, ai tempi ispirato ad una storia reale che coinvolse il professor Peter Brückner, docente di psicologia di Hannover, la cui vicenda personale fu manipolata da un certo giornalismo politicizzato, esattamente come accade alla nostra eroina. E già, perché proprio di eroina si tratta, chiamata com’è a fronteggiare tali e tanti ostacoli. La storia raccontata è estremamente drammatica, ma la sapiente regia di Franco Però dona un tono leggero, che solleva lo spettatore pur incollandolo al palcoscenico. Una strepitosa e super credibile Elena Radonicich interpreta la Blum. E sulla sua interpretazione si apre un mondo.

Supero ogni misura di ammirazione quando vedo sul palcoscenico, quindi dal vivo, una prestazione attoriale come quella della Radonicich. E per quanto si possa studiare, il mestiere di attore, secondo me, lo si ha dentro esattamente come il fegato, il cuore e il cervello, tre organi fondamentali per affrontare il pubblico. E la bella Elena questi organi li ha ultra sviluppati. Di fronte a prove come la sua, mi verrebbe di interrompere la recita per chiedere: Ma tu, quando hai capito di avere tanto fuoco dentro?

Elena Radonicich non solo è una perfetta Katharina da un punto di vista fisico, ma riesce con le movenze, con l’uso dello spazio in palcoscenico, e soprattutto con un formidabile tono di voce a restituire tutta la cupezza della vicenda, tutta l’atmosfera politica plumbea di quegli anni, tutto lo stile di una certa letteratura mitteleuropea. Perfetta ricostruzione antropica. 

Meravigliosa la scelta di rendere Katharina anche  narratrice, voce in campo che dà allo spettatore le informazioni per comprendere meglio la scena, una sorta di istruzioni per l’uso che rendono qualche volta addirittura esilarante la situazione. E lì la Radonicich usa un tono quasi cantilenante, come se avesse fretta di iniziare a recitare sul serio. E ci ha conquistati. 

© Simone Di Luca

Sembrava che i movimenti sul palco fossero stati studiati alla stregua di una pattuglia di volo acrobatico. Davvero uno spettacolo nello spettacolo

Di altissima levatura tutto il cast. Peppino Mazzotta, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos. Tutti ben affiatati. Tutti assolutamente veri. Nessuno sbaffo, nessun errore. Sembrava che i movimenti sul palco fossero stati studiati alla stregua di una pattuglia di volo acrobatico. Davvero uno spettacolo nello spettacolo. Sono dettagli a cui ho l’abitudine di far caso. Unica mia perplessità, la messa in scena. Paraventi trasparenti che hanno sì permesso la contemporaneità di diverse azioni, accortezza che ha reso davvero affascinante la finzione donandole una veridicità non sempre facile a teatro, ma che allo stesso tempo, per l’impostazione fissa, ha relegato l’omicidio del giornalista, azione che chiude il cerchio dell’intera narrazione, in uno spazio in secondo piano, mentre nello spazio principale Mazzotta sferrava un pugno a Fortunati, scena del tutto trascurabile.

Lo spettacolo sarà replicato fino al 17. Provate a procurarvi un biglietto, ne vale caldamente la pena. L’ambientazione è tedesca, del ’74, ma sarà sorprendente riconoscervi tanta contemporanea realtà. Complimenti a tutte le professionalità che hanno contribuito a questa bella pagina di teatro italiano.

Adattamento di Letizia Russo.

Scene di Domenico Franchi, costumi di Andrea Viotti, luci di Pasquale Mari.

 

Abbiamo visto “L’onore perduto di Katharina Blum

Al Teatro Mercadante di Napoli

Produzione Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale

Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Teatro Stabile di Catania

Si ringrazia L’Ufficio Stampa, per info e biglietti qui

 

Ritengo la narrazione uno dei piaceri più appaganti della vita. Amo le auto, da sempre. Il primo giocattolo che mi ha calmato da neonato è stato un modellino in latta. Adoro scrivere delle quattro ruote. Adoro scrivere in generale. Ci metto anima, istinto, ritmo e passione.