When the Rain Stops Falling

Al Teatro Bellini di Napoli ha debuttato martedi 12 febbraio, in replica fino al 16, “When the rain stops falling”, di Andrew Bovell, traduzione  Margherita Mauro, progetto di “lacasadiargilla”, con Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano.  

scene Carlo Sala
costumi Gianluca Falaschi
disegno luci Luigi Biondi
disegno del suono Alessandro Ferroni
disegno video Maddalena Parise

regia Lisa Ferlazzo Natoli

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due
con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas

Che gran spettacolo! – Ho detto al mio vicino di poltrona quando l’ultima sillaba è stata pronunciata.

When the rain stops falling è come la sublime ricetta di uno chef artista. Non di quelli da show cooking, da reality, di quelli tutti chiacchiere e neppure il distintivo. Qui parliamo di arte vera, di classe superior. Tutti gli ingredienti vengono presentati insieme sul palco, una voce fuori campo li descrive, didascalicamente, a scopo informativo.

Lo spettatore sa esattamente a quale personaggio corrisponde la faccia di ogni singolo attore. Il gioco dello chef è onesto, niente è stato omesso. Ma come ogni maestro fa, nulla viene svelato su come utilizzare gli ingredienti, in quale quantità, con quale metodo di cottura. Lo spettatore capirà momento dopo momento ogni dettaglio, fino allo svelamento finale. L’arte, l’unicità, che fa di un fascio di rape e un mazzo di carote qualcosa di sopraffino, appartiene solo a chi di talento ne ha davvero in esubero. E qui, devo dire, gli chef erano in tanti, dalla regista agli attori, splendidi, formidabili, appassionati, rilevanti, passando per le luci, costumi, etc.

When the rain stops falling è come la sublime ricetta di uno chef artista

Una piece di questo livello rende un privilegio averla vista. E in questo caso specifico non è stata tanto la storia ad impressionarmi. Coinvolgente sicuramente, ma con qualche forzatura narrativa di troppo pur rimanendo un testo di indubbio valore. Ma pure fosse stato rappresentato l’ultimo numero di Topolino, ne sarebbe scaturita in ogni caso una cosa formidabile. E sarebbe accaduto perché gli ingredienti si sono rivelati quanto di meglio si potesse avere a disposizione. Non credo di aver mai visto un gruppo così nutrito di attori, nove elementi, con una tale bravura individuale da rendere il risultato d’insieme un capolavoro come questo. Non credo sia stato facile recitare la storia. I temi trattati sono forti, incisivi, dirompenti, qualcuno divisivo: pedofilia, abbandono, morte, suicidio assistito, salute mentale. Argomenti delicati che vanno a toccare corde profonde le cui vibrazioni provocano dolore acuto, insopportabile. E tutto viene raccontato, recitato, rappresentato in modo totalmente coinvolgente, quasi proponendo un’esperienza immersiva allo spettatore.

Inusuale la recitazione, cinematografica più che teatrale. Della bravura del cast ho già detto, ma ho piacere a sottolinearlo ancora, perché rimango sempre impressionato da chi è capace di usare una tale maestria espressiva sul palcoscenico tanto da creare l’illusione che quel copione sia frutto di parole sue, del momento, tanta è l’autenticità della sua arte. Che patrimonio sono queste artisti!

Spettacolo da non perdere, cercatelo anche nelle vostre città!

Abbiamo visto “When the rain stops falling” al Teatro Bellini di Napoli in replica fino al 16 febbraio.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa

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Ritengo la narrazione uno dei piaceri più appaganti della vita. Amo le auto, da sempre. Il primo giocattolo che mi ha calmato da neonato è stato un modellino in latta. Adoro scrivere delle quattro ruote. Adoro scrivere in generale. Ci metto anima, istinto, ritmo e passione.