Artisti sconosciuti, vite probabili. Al Madre torna in scena il Nuovo Teatro Sanità

L’opera rende l’artista immortale, si dice. Ma l’artista non si esaurisce certo nell’opera, che lo rappresenta in uno scenario sempre incompleto e contingente. Lo rappresenta in un dato momento, in un certo luogo, in un preciso periodo della sua vita. L’opera deve fare i conti, a quanto pare, con la biografia dell’artista; solo così può essere pienamente compresa.

È quanto devono aver pensato Mario Gelardi e Gennaro Maresca, nello stendere “Biografie di artisti sconosciuti“, primo appuntamento di “On the road – Tutte le strade portano a teatro“, ottava stagione del Nuovo Teatro Sanità. Un cartellone ambizioso per una ripartenza agognata, che va da settembre a dicembre, in attesa, con maggiori certezze, del cartellone 2021.

Biografie di artisti, si diceva. Ed è proprio prendendo spunto da microstorie immaginarie, biografie possibili di artisti le cui opere abitano le stanze del museo, che la drammaturgia conduce gli spettatori lungo un fil rouge particolarmente interessante, che si articola in un percorso itinerante e guidato dove l’arte, l’amore e la poesia, e i loro contrasti e contraltari la fanno da padrone.

un fil rouge particolarmente interessante, che si articola in un percorso itinerante e guidato dove l’arte, l’amore e la poesia, e i loro contrasti e contraltari la fanno da padrone.

Si parla di vocazione artistica, e delle difficoltà che l’artista incontra carriera, in Mimo Drom di Domenico Salierno, con un ispiratissimo Enrico Pacini, così come in Antonello Nasca, di Marina Cioppa con Salvatore Nicolella, vera tragedia breve ode del fallimento esistenziale, che lascia un nodo in gola, e ancora in Agata, di Michele Brasilio con Carlo Vannini, fiabesca aneddotica sulla carriera e sull’amore. Amore che permea la drammaturgia de La bava di Eugenio, di Elvira Buonocore con Chiara Vitiello, la quale riempie con la sua persona la scena del Museo Madre con una performance memorabile e intensa fatta di sentimento e disaccordo, e che dipana dell’amore tutte le possibili declinazioni del conflitto tra amanti.

Parrebbe poi essere la passione il filo conduttore delle performance successive, storie immaginarie di vite probabili che si uniscono idealmente intorno al sogno, in Dalla giusta prospettiva di Luigi Leone, con un Luigi Bignone assolutamente incarnato nel personaggio, o intorno alla poesia, vero precursore dell’arte e anticipatrice degli ideali di libertà, in Stare da una parte di Luigi Adimari, con Ciro Burzo e Vincenzo Antonucci, così come per fine a se stessa, in Piccole parole per vedere meglio le stelle.

Una rassegna articolata e leggera, ricca di un senso complessivo il cui significato travalica quello della somma delle singole scene.
Se ne avrete occasione, non perdetelo.

Abbiamo visto:
Biografie di artisti sconosciuti
un progetto di Mario Gelardi
al Museo Madre in Napoli
di Luigi Adimari, Elvira Buonocore, Michele Brasilio, Marina Cioppa, Luigi Leone, Davide Pascarella, Domenico Salierno
con Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Ciro Burzo, Gaetano Migliaccio, Salvatore Nicolella, Enrico Pacini, Carlo Vannini, Chiara Vitiello
regia di Mario Gelardi e Gennaro Maresca
coprodotto dal Nuovo Teatro Sanità e Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee

Si ringrazia l’Ufficio Stampa

 

L’idea di creare amuse .it è stata sua. Ma è il suo unico merito, tutto il resto è opera di tanti altri. Non va mai a dormire se non è morto di sonno. Scrive dalla tenera età; ama viaggiare, scoprire, conoscere. Emozionarsi.